Come le costellazioni familiari ad approccio immaginale rendono visibile l’invisibile che ci muove. Ci sono forze che ci abitano senza che ce ne accorgiamo. Sono memorie, immagini, ferite, talenti, passi interrotti e promesse non mantenute che provengono da coloro che sono venuti prima di noi. Non si vedono, non hanno voce, ma ci guidano ogni giorno attraverso emozioni improvvise, scelte incomprensibili o intuizioni che sembrano arrivare da altrove.
Le costellazioni familiari ad approccio immaginale, nella loro versione tradizionale, mirano a portare alla luce questi legami nascosti. Perché compiono un passo ulteriore: non si limitano a raccontare ciò che è accaduto, ma incontrano l’anima delle immagini, il loro linguaggio simbolico, i loro archetipi, le loro ombre luminose. È un dialogo diretto con il mondo invisibile che ci muove.
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L’invisibile prende forma
Nel lavoro immaginale, non guardiamo alla famiglia come a una struttura lineare. La vediamo come una costellazione di presenze: antenati visibili e invisibili, figure interne ed esterne, frammenti che chiedono riconoscimento, parti di noi che vogliono tornare al loro posto. Le immagini emergono, si muovono, parlano.
Non sono semplici rappresentazioni: sono energie attive, forze psichiche che diventano percepibili attraverso il corpo, lo sguardo e la risonanza emotiva. Ciò che prima era solo un peso, una sensazione confusa o un destino ripetuto, diventa una forma concreta, un personaggio, una scena. E quando l’invisibile prende forma, possiamo finalmente trasformarlo.
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Cosa sono le costellazioni familiari ad approccio immaginale
Nel mio libro Diario di una Sciamana (Piemme) racconto la mia esperienza personale con una costellazione immaginale: un incontro profondo, ancestrale, con la mia linea di sangue e con i nodi che chiedevano di essere sciolti perché il mio cammino potesse dispiegarsi in tutta la sua libertà. In quell’esperienza non ho solo “visto” i miei antenati: li ho sentiti respirare nel mio corpo, li ho riconosciuti e onorati.
Ho attraversato le loro paure, raccolto i loro doni, lasciato andare ciò che non mi apparteneva e accolto ciò che aspettava di trasformarsi in forza creativa. Quello che ho compreso, e che guido oggi nelle mie pratiche, è che ogni persona porta con sé un’eredità invisibile che non è un peso, ma una possibilità.
Una porta che, se attraversata consapevolmente, può restituirci potere, radicamento e libertà.
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L’approccio immaginale: perché funziona
L’immaginale non interpreta: ascolta. Non diagnostica: rivela. Non analizza: fa emergere. Nell’immaginale non c’è analisi né interpretazione psicologizzante. C’è ascolto, apparizione, risonanza. Si basa su quattro principi fondamentali: 1. Le immagini sono vive. Ogni immagine che appare – un gesto, una postura, una frase interiore – è una guida simbolica. È l’anima che comunica. 2. Gli antenati non sono passato: sono presenza. Vivono come forze dentro di noi, e quando vengono riconosciuti, finalmente si pacificano. 3. La trasformazione avviene nel corpo. Non è un processo mentale, ma un’esperienza incarnata: il corpo diventa tempio del cambiamento. 4. Il lavoro è rituale. Ogni gesto è un atto sacro: un ricollocamento, un inchino, un respiro.
Nell’immaginale il rito è la porta attraverso cui l’invisibile può diventare visibile.
Quando la nostra storia si libera
Quando l’invisibile viene riconosciuto, qualcosa si riallinea. Un destino si scioglie, una paura si placa, una voce interiore trova finalmente pace. E allora possiamo smettere di ripetere ciò che non ci appartiene e iniziare a vivere ciò che siamo destinati a essere. Nel mio lavoro di ricerca ho creato Le Carte dei Nat, uno strumento immaginale dedicato proprio al dialogo con gli antenati e con le forze invisibili del lignaggio. Ogni carta rappresenta un Nat, un archetipo dello spirito, che porta un messaggio, una postura interiore, un rito di trasformazione. Una delle carte recita: “L’antenato non ti cammina davanti, ma dentro. Quando lo vedi, ti riconosci". Nella versione video di questa rubrica, vi guido in una meditazione immaginale sugli antenati, un rituale di riconoscimento e pacificazione profonda. Un viaggio interiore per incontrare le figure della vostra linea di sangue, ascoltare ciò che vogliono restituirvi e lasciare andare ciò che non è più vostro.